La BIID, ovvero Body Integrity Dysphoria, è una patologia psichiatrica che porta chi ne soffre a desiderare di vivere in un corpo disabile e/o di subire menomazioni, fisiche o sensoriali.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
La Body Integrity Dysphoria (BIID), conosciuta anche come Disturbo di identità e integrità corporea, è una condizione psichiatrica rara e poco conosciuta, caratterizzata dal desiderio intenso e persistente di vivere con una menomazione fisica o sensoriale. Chi ne soffre spesso prova un profondo disagio legato alla propria integrità fisica, arrivando a desiderare di essere disabile in modo permanente.
Recentemente, alcune notizie hanno raccontato il caso di una giovane americana che, per soddisfare questo desiderio, avrebbe volontariamente cercato di privarsi della vista con metodi estremi.
Il caso più famoso è quello che ha visto coinvolto lo storico del cricket Robert Bowen che, nel 1968, si auto-amputò una gamba sotto il ginocchio.
La BIID, pur essendo ancora poco studiata, rappresenta un fenomeno psicopatologico che merita attenzione clinica e approfondimento scientifico. È fondamentale affrontare il tema con sensibilità, senza banalizzare il vissuto delle persone coinvolte, e cercare di comprendere le radici psicologiche di questo disturbo.
I sintomi principali della BIID
Coloro che soffrono di questo disturbo vivono una profonda discrepanza tra la percezione soggettiva del proprio corpo e la loro condizione fisica reale. Tale conflitto interiore può generare un intenso desiderio di modificare permanentemente il proprio corpo, arrivando in alcuni casi a desiderare, o persino autoinfliggersi, amputazioni, paralisi, o la perdita di una funzione sensoriale, come la vista o l’udito.
Nei casi considerati più “lievi”, le persone affette da Body Integrity Dysphoria possono limitarsi a immaginare o simulare la condizione desiderata, ad esempio utilizzando ausili come stampelle o bende oculari, senza però arrivare a compiere azioni irreversibili.
In casi estremi, invece, si arriva addirittura all’autoamputazione, in alcuni casi assistita, o a procurarsi danni irreparabili agli occhi o alle orecchie.
Le cause della BIID
Secondo una ricerca del 2017 condotta presso l’Università di Amsterdam, il 71,3% delle persone affette da BIID ha sperimentato un’eccitazione sessuale correlata alla propria condizione. Questo dato potrebbe far presumere che l’idea, o addirittura il gesto estremo di subire una menomazione, possa essere associabile a una forma di parafilia.
Inoltre, una ricerca del 2014, tramite risonanza magnetica cerebrale, ha mostrato meno materia grigia sul lato destro del lobulo parietale superiore, nei soggetti affetti da BIID.
Body Integrity Dysphoria e terapia
Il trattamento di questa condizione richiede un approccio terapeutico multidisciplinare, che coinvolge principalmente lo psicoterapeuta e lo psichiatra. L’obiettivo del percorso è aiutare la persona a comprendere e integrare la propria immagine corporea, riducendo progressivamente la discrepanza tra la rappresentazione mentale del corpo e la realtà fisica.
Attraverso il supporto psicologico e, quando necessario, farmacologico, il paziente può gradualmente diminuire l’intensità del desiderio di vivere una menomazione o una disabilità, migliorando la qualità della vita e il rapporto con il proprio corpo.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
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