Nelle ultime ore, sta facendo scalpore un nuovo decreto legge che prevede di eliminare l’educazione sessuale nelle scuole medie. Una decisione molto grave, secondo tutta la comunità psicoeducativa.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
Con un recente emendamento approvato in Commissione Cultura alla Camera, il Governo ha stabilito che l’educazione sessuo-affettiva è ammessa soltanto nelle scuole superiori e con il consenso esplicito dei genitori, escludendola di fatto dalle scuole medie.
Una decisione che, se confermata, contraddirebbe le linee guida della comunità scientifica internazionale e i protocolli psico-educativi consolidati.
Educazione sessuale e affettiva: perché è importante?
Educare alla sessualità e all’affettività significa imparare a gestire in modo sano le proprie emozioni e i propri bisogni fondamentali, comprendere come evolve il corpo durante la preadolescenza e l’adolescenza, sapersi relazionare con gli altri con rispetto, amore e fiducia in sé stessi. Non solo: l’educazione sessuale è essenziale per prevenire gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili e per imparare ad approcciarsi al corpo del partner con delicatezza e rispetto.
Inoltre, questi percorsi sono fondamentali per superare rigide convinzioni legate alla sessualità, come quelle relative all’orientamento o all’identità sessuale, prevenendo lo sviluppo di atteggiamenti omofobi, transfobici o discriminatori.
I programmi di educazione sessuale e affettiva sono raccomandati dalle principali organizzazioni mondiali, come l’OMS, l’UNESCO e Save the Children: “il loro obiettivo è garantire un pieno sviluppo delle capacità di apprendimento cognitivo e affettivo, di risoluzione dei problemi e di compiere scelte consapevoli per essere protagonisti del proprio percorso di vita”.
I falsi miti legati all’educazione sessuale
Intorno all’educazione sessuale circolano diversi falsi miti che è necessario sfatare.
Non è vero che i docenti mostrino agli alunni scene di sesso o materiale pornografico.
I docenti non sono selezionati casualmente, ma sono professionisti qualificati, tra cui medici, sessuologi e psicologi, che fondano le loro lezioni su basi scientifiche rigorose.
Infine, la privacy degli alunni viene sempre tutelata: solo chi lo desidera può condividere le proprie esperienze ed esprimere dubbi e perplessità.
Il parere dello psicologo
Chiariamo un punto fondamentale: questa riflessione non ha alcuna valenza politica. Avrei espresso le stesse perplessità, in qualità di psicologo, indipendentemente dal partito alla guida del nostro Paese.
Escludere l’educazione sessuale e affettiva dalle scuole medie rappresenta una decisione estremamente grave: numerosi studi dimostrano ormai che l’adolescenza non inizia più ai “classici” 14 anni, ma ben prima, già dagli 11-12 anni, in piena scuola media. I ragazzi si approcciano quindi molto presto alle tematiche legate alla sessualità, scoprono il proprio corpo e quello altrui e, purtroppo, non tutti possono contare su genitori in grado di accompagnarli adeguatamente in questo delicato percorso.
Come psicologo, continuerò con determinazione a proporre percorsi formativi nelle scuole, con l’obiettivo di fare prevenzione su temi cruciali quali sessualità, violenza di genere e rispetto reciproco.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
Nell’ottica di una sana ed etica diffusione della cultura, si invita a citare la fonte e l’autore di questo articolo nel caso si desideri condividere – in tutto o in parte – il contenuto.

