Prendila con filosofia… e se invece fosse solo un meccanismo di difesa?

psicologo bari

Prendila con filosofia… e se invece fosse solo un meccanismo di difesa?

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“PRENDERE LA VITA CON FILOSOFIA”… E SE FOSSE SOLO UN MECCANISMO DI DIFESA? SCOPRIAMO COS’E’ L’ASCETISMO

Quante volte avremmo sentito persone dirci “prendila con filosofia” o quante volte avremmo detto noi a noi stessi “forse è meglio prenderla con filosofia“.

Tutto ciò che ci accade ha un senso“, “se qualcosa accadrà è perchè dovrà accadere“, “se qualcosa non è accaduta è perchè non doveva accadere“, “se una persona non torna è perchè non ti ha mai amato“, “se torna ti ha amato“, “se qualcosa è accaduta forse fa parte del tuo destino“, “se qualcosa non ha senso prima o poi lo avrà” e molte altre massime che seguono questo flusso di atmosfera filosofica.

Una modalità di vivere la propria vita a mio parere meravigliosa, che ci fa sentire appartenenti ad un mondo nel quale ogni cosa, anche la più inspiegabile, ha un senso, un mondo che fa parte di un universo nel quale le cose accadono e non sempre c’è una motivazione logica e che forse scopriremo solo vivendo. Una modalità di vivere la propria vita che fa dire a noi stessi che possiamo imparare da ciò che ci accade qualcosa di buono e che possiamo cogliere, anche nelle negatività, degli insegnamenti, poichè se una difficoltà è apparsa nella nostra vita forse doveva essere lì, pronta per essere superata e per permetterci di evolvere.

Ma allora dov’è la fregatura di tutto ciò? La risposta, a mio parere, è nell’eccesso, nell’affidarsi completamente a questa universalità perdendo di vista noi stessi, i nostri istinti, le nostre emozioni e, soprattutto, le nostre responsabilità in quello che ci accade.

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Il rischio che molte persone corrono è quello di cadere in quello che viene chiamato ascetismo (dal greco askesis cioè ascesi). L’ascetismo come pratica spirituale prevede che la persona si dedichi esclusivamente alla propria spiritualità distaccandosi dagli eventi del mondo, dalle pulsioni, dalla propria corporeità.

In psicologia invece l’ascetismo è un vero e proprio meccanismo di difesa (che prende spunto proprio dalla psicanalisi) nel quale ci si rifugia (inconsapevolmente sia chiaro) quando non riusciamo a vivere con maturità, scelta e coraggio, i nostri istinti, le nostre pulsioni, i nostri desideri. Ci rifugiamo dietro valori universali di giusto e sbagliato, dietro l’idea che “tanto ogni cosa avrà un senso” qualsiasi sia l’azione che agiamo, ci allontaniamo quindi dalla responsabilità individuale di ciò che facciamo. Una persona che si difende per troppo tempo dietro l’ascetismo perde il contatto con l’iniziativa che lo caratterizza come essere umano e, non ultimo, perde anche di vista la possibilità di poter imparare dai propri errori perchè tanto “ogni cosa ha un senso” quindi “posso sbagliare senza curarmi delle conseguenze“.

La vita è una.

Sarebbe meraviglioso vivere contemporaneamente nell’azione e nell’ascesi, vivere con l’idea che sono io l’iniziatore, il responsabile di ciò che faccio e che mi accade. Sono io, come persona ed essere umano che, contattando le mie emozioni, vivendo i miei istinti e desideri, faccio scelte e prendo decisioni. Saranno giuste o sbagliate? Sarà altro a deciderlo. E contemporaneamente potrò dire a me stesso che qualsiasi cosa farò (ma che abbia avuto inizio da me) ha un senso e potrò crescere grazie ai miei successi ed evolvermi anche grazie ai miei sbagli.

E allora sarebbe bello dire a noi stessi che “se una cosa deve accadere accadrà ma se ci mettiamo di impegno forse accadrà più facilmente (o meno facilmente se non lo vogliamo)” o anche “faccio di tutto per far accadere una cosa ma forse se non accadrà non doveva accadere“. Solo così possiamo imparare, solo così possiamo crescere.

Diventiamo consapevoli di essere noi i capitani della nave che è la nostra vita. Non possiamo controllare le correnti marine e la forza e la direzione del vento. Ma possiamo decidere quando issare le vele e quando ammainarle, quali vele usare e quali no, possiamo decidere in che direzione girare il nostro timone. Lasciamoci guidare dai venti favorevoli e, perchè no, corriamo anche il rischio di entrare in qualche tempesta.

Agiamo, sempre agiamo, e nello stesso tempo restiamo in contatto con ciò che sarà e che avrà sicuramente un senso per noi. Il segreto è coglierlo.


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