Perché continuiamo a prendere decisioni sbagliate? Cosa accade nel cervello?
Settembre 15, 2025 By Marco MagliozziAlcune persone, nonostante i risultati ottenuti siano negativi, continuano a prendere sempre le stesse decisioni sbagliate. Come mai accade?
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
A ciascuno di noi sarà senz’altro capitato di prendere sempre le stesse decisioni, commettendo sempre gli stessi errori, nonostante i risultati ottenuti non siano stati propriamente positivi. Questo può accadere in ogni ambito: sentimentale, lavorativo, familiare, amicale, negli hobbies e così via.
Ma come mai succede questo? Cosa scatta nel cervello? Vediamo insieme i risultati di uno studio, che ha cercato di dare una risposta a questa domanda.
Lo studio dell’Università di Sydney
Un recente studio condotto dall’Università di Sydney ha cercato di comprendere come mai alcune persone reiterino comportamenti che portano a esiti negativi.
A un gruppo di 267 persone, provenienti da 24 Paesi del mondo, è stato chiesto di giocare a un videogioco, nel quale l’obiettivo era di conquistare alcuni pianeti, suddivisi per difficoltà e pericolosità.
I risultati dello studio hanno permesso ai ricercatori di categorizzare i partecipanti in tre categorie:
- Persone sensibili: gruppo di partecipanti che ha compreso, abbastanza rapidamente, quali pianeti fosse meglio attaccare, tralasciando quelli più pericolosi. Queste persone hanno manifesto un’alta adattabilità e capacità di valutare le alternative;
- Inconsapevoli: gruppo che non ha compreso, nonostante gli errori, di dover cambiare da strategia ma, una volta spiegatoglielo da parte dei ricercatori, ha modificato il proprio stile di gioco, iniziando a ottenere punteggio;
- Compulsivi: gruppo di persone che, nonostante gli errori commessi e le spiegazioni dei ricercatori, hanno continuato a reiterare i propri comportamenti, perdendo punti e quindi il gioco.
Cosa accade nel cervello dei compulsivi?
Secondo i ricercatori, le persone definite compulsive non riescono a consapevolizzare, in tempi accettabili, un valido quadro di costi-benefici delle proprie scelte. Come suggerisce il nome di questa categoria, agirebbero quindi d’impulso, compulsivamente, guidati principalmente dalle emozioni e dai bisogni del momento.
Dal punto di vista neurobiologico, questi comportamenti compulsivi sono legati a specifiche alterazioni nelle aree cerebrali responsabili del controllo delle decisioni. La corteccia prefrontale, che normalmente svolge funzioni esecutive fondamentali come la pianificazione, il controllo inibitorio e la capacità di valutare le conseguenze a lungo termine delle proprie azioni, sembra essere compromessa nelle persone con comportamenti compulsivi.
Quando questa regione cerebrale non funziona correttamente, viene meno la capacità di resistere agli impulsi e di modificare il comportamento in base ai feedback negativi ricevuti. Il cervello, in sostanza, continua ad attivare risposte automatiche e abitudinarie anche quando queste si rivelano dannose.
Un ruolo cruciale è svolto anche dal sistema dopaminergico, il circuito neuronale responsabile della motivazione e della gratificazione. Nei soggetti compulsivi, questo sistema può essere alterato, creando un bisogno persistente di ripetere determinati comportamenti nonostante le conseguenze negative, in una sorta di circolo vizioso neurochimico che alimenta la compulsione.
Le ricerche mostrano inoltre che lo stress cronico può aggravare questa situazione, compromettendo ulteriormente la capacità della corteccia prefrontale di regolare il comportamento e favorendo invece l’attivazione di comportamenti automatici difficili da modificare. In questo modo, il cervello privilegia strategie di risposta immediate e già consolidate, anche quando si rivelano controproducenti per il benessere della persona.
Esempi di decisioni sbagliate compulsive
- Shopping compulsivo: acquistare continuamente oggetti non necessari, nonostante i debiti crescenti e le conseguenze negative in ogni ambito della vita;
- Dipendenze patologiche: gioco d’azzardo patologico, dipendenze da sostanze (tabacco, alcol, droghe);
- Relazioni tossiche: scegliere ripetutamente partner che causano sofferenza emotiva;
- Comportamenti ossessivi: verificare di aver chiuso il gas, l’auto, i rubinetti, lavarsi ripetutamente le mani;
- Perfezionismo estremo: lavarsi i denti, truccarsi, abbigliarsi, in maniera maniacale;
- Dipendenze digitali: passare ore sui social, davanti lo smartphone o il pc.
Gli esempi sopraelencati sono solo alcuni dei tanti comportamenti messi in atto in maniera compulsiva, nonostante le conseguenze di ognuno siano deliberatamente negative.
Decisioni sbagliate e psicoterapia
L’approccio più consigliato è senza dubbio quello psicoterapeutico. Grazie all’aiuto di un professionista, infatti, la persona impara a riconoscere i pattern comportamentali disfunzionali, come ad esempio la scelta di un partner tossico, comprende le cause scatenanti di tali decisioni, spesso relegate a traumi o sistemi educativi/valoriali e, nel tempo, inizia a smantellare queste meccanismi, imparando nuove strategie efficaci.
Utilissime, senz’altro, tecniche di rilassamento, autoipnosi e meditazione, per gestire gli impulsi compulsivi e le situazioni nelle quali gli istinti fanno da padrone.
Infine, nei casi molto gravi, è possibile affiancare alla psicoterapia un supporto di uno psichiatra, che consiglierà un valido percorso farmacologico.
Se senti di prendere molto spesso decisioni sbagliate, nonostante i risultati acquisiti siano negativi, puoi contattarmi.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
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