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Marco Magliozzi – Psicologo Bari

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Rinotillexomania: “scaccolarsi” in maniera compulsiva

Luglio 29, 2025 By Marco Magliozzi

Il 96,5% delle persone si mette le dita nel naso, con l’obiettivo di “scaccolarsi”, almeno quattro volte al giorno. Ma come mai lo si fa? A cosa serve? Può essere considerato una patologia?

© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari

Quante volte al giorno ti capita di mettere le dita nel naso? Se la risposta è “spesso”, non sei solo.

Uno studio ha rivelato che il 96,5% delle persone compie questo gesto, nel linguaggio comune lo “scaccolarsi”, almeno una volta al giorno.

Ma perché lo facciamo? A cosa serve?

Mettersi le dita nel naso: a cosa serve?

Dal punto di vista funzionale, l’atto di mettere le dita nel naso risponde a diverse esigenze, nessuna delle quali è di per sé indispensabile, ma che possono contribuire a un senso di sollievo o benessere momentaneo:

  • Pulizia e respirazione: il motivo più comune è la necessità di rimuovere il muco secco e le particelle intrappolate nelle narici, al fine di liberare le vie aeree e migliorare la respirazione.
  • Risposta al prurito: un fastidioso prurito all’interno della narice può trovare un sollievo immediato e mirato attraverso il contatto diretto.
  • Ricerca di piacere e auto-stimolazione: il naso è una zona riccamente vascolarizzata e innervata. La stimolazione tattile di quest’area può essere percepita come piacevole e, in alcuni casi, può diventare un meccanismo per alleviare la noia o lo stress.

“Scaccolarsi” può diventare una patologia?

Sebbene per la stragrande maggioranza delle persone mettersi le dita nel naso rimanga un’abitudine innocua e privata, in alcuni casi può trasformarsi in un comportamento compulsivo e problematico. In ambito psicologico, quando questo gesto diventa un’ossessione che interferisce con la vita quotidiana, parliamo di rinotillexomania (dal greco rino, “naso”, tillestei, “prendere”, e exis, “fuori”).

Questa problematica rientra nella categoria dei comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo (BFRB, Body-Focused Repetitive Behaviors), al pari del mangiarsi le unghie (onicofagia) o del tirarsi i capelli (tricotillomania).

Rinotillexomania: i sintomi principali

Vediamo insieme i sintomi principali di questa problematica:

  • Comportamento ripetitivo e compulsivo: la persona sente un bisogno irresistibile e ricorrente di toccarsi o pulirsi il naso con le dita, spesso in maniera eccessiva e inappropriata, magari in luoghi pubblici;
  • Difficoltà a smettere: nonostante il desiderio o i tentativi di interrompere il comportamento, la persona fatica a controllarsi o a smettere;
  • Danno fisico al naso: l’atto ripetuto può causare lesioni fisiche come sanguinamenti dal naso (epistassi), infezioni, ulcere, perforazione del setto nasale o irritazione della mucosa nasale;
  • Impatto sulla vita quotidiana: il comportamento può interferire con le attività sociali, lavorative o scolastiche, causando imbarazzo, isolamento o problemi relazionali;
  • Conseguenze a lungo termine: la rinotillexomania può portare conseguenze a lungo termine, come sentimenti di vergogna, colpa, ansia o depressione.

Rinotillexomania: le cause principali

Le cause della rinotillexomania possono essere molteplici:

Cause psicologiche: ansia, stress, noia, disturbo ossessivo compulsivo preesistente, abitudine infantile mai superata;

Cause fisiche: irritazione nasale (allergie, secchezza) o anomalie del setto;

Cause biologiche: possibili disfunzioni nei circuiti cerebrali del controllo degli impulsi.

TRICOTILLOMANIA: STRAPPARSI I CAPELLI IN MANIERA PATOLOGICA

Rinotillexomania: la terapia

La rinotillexomania può avere un impatto negativo significativo sulla qualità della vita, a livello psicologico, emotivo, relazionale e fisico. Superare questa problematica è però possibile attraverso un approccio integrato.

Il primo passo fondamentale è rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta, che saprà aiutare il paziente a gestire il comportamento compulsivo tramite esercizi mirati e l’apprendimento di tecniche di gestione dell’ansia e dello stress.

In alcuni casi, soprattutto quando i comportamenti sono particolarmente difficili da gestire, è possibile affiancare al percorso anche una terapia farmacologica.

Infine, è cruciale affidarsi a un medico (spesso un otorinolaringoiatra) qualora si presentino ferite o complicanze fisiche.

Se stai affrontando questa problematica e desideri superarla, non esitare a cercare un supporto professionale., puoi contattarmi.

© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari

Nell’ottica di una sana ed etica diffusione della cultura, si invita a citare la fonte e l’autore di questo articolo nel caso si desideri condividere – in tutto o in parte – il contenuto.

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DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO: SINTOMI, CAUSE E TERAPIA
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