Il 96,5% delle persone si mette le dita nel naso, con l’obiettivo di “scaccolarsi”, almeno quattro volte al giorno. Ma come mai lo si fa? A cosa serve? Può essere considerato una patologia?
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
Quante volte al giorno ti capita di mettere le dita nel naso? Se la risposta è “spesso”, non sei solo.
Uno studio ha rivelato che il 96,5% delle persone compie questo gesto, nel linguaggio comune lo “scaccolarsi”, almeno una volta al giorno.
Ma perché lo facciamo? A cosa serve?
Mettersi le dita nel naso: a cosa serve?
Dal punto di vista funzionale, l’atto di mettere le dita nel naso risponde a diverse esigenze, nessuna delle quali è di per sé indispensabile, ma che possono contribuire a un senso di sollievo o benessere momentaneo:
- Pulizia e respirazione: il motivo più comune è la necessità di rimuovere il muco secco e le particelle intrappolate nelle narici, al fine di liberare le vie aeree e migliorare la respirazione.
- Risposta al prurito: un fastidioso prurito all’interno della narice può trovare un sollievo immediato e mirato attraverso il contatto diretto.
- Ricerca di piacere e auto-stimolazione: il naso è una zona riccamente vascolarizzata e innervata. La stimolazione tattile di quest’area può essere percepita come piacevole e, in alcuni casi, può diventare un meccanismo per alleviare la noia o lo stress.
“Scaccolarsi” può diventare una patologia?
Sebbene per la stragrande maggioranza delle persone mettersi le dita nel naso rimanga un’abitudine innocua e privata, in alcuni casi può trasformarsi in un comportamento compulsivo e problematico. In ambito psicologico, quando questo gesto diventa un’ossessione che interferisce con la vita quotidiana, parliamo di rinotillexomania (dal greco rino, “naso”, tillestei, “prendere”, e exis, “fuori”).
Questa problematica rientra nella categoria dei comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo (BFRB, Body-Focused Repetitive Behaviors), al pari del mangiarsi le unghie (onicofagia) o del tirarsi i capelli (tricotillomania).
Rinotillexomania: i sintomi principali
Vediamo insieme i sintomi principali di questa problematica:
- Comportamento ripetitivo e compulsivo: la persona sente un bisogno irresistibile e ricorrente di toccarsi o pulirsi il naso con le dita, spesso in maniera eccessiva e inappropriata, magari in luoghi pubblici;
- Difficoltà a smettere: nonostante il desiderio o i tentativi di interrompere il comportamento, la persona fatica a controllarsi o a smettere;
- Danno fisico al naso: l’atto ripetuto può causare lesioni fisiche come sanguinamenti dal naso (epistassi), infezioni, ulcere, perforazione del setto nasale o irritazione della mucosa nasale;
- Impatto sulla vita quotidiana: il comportamento può interferire con le attività sociali, lavorative o scolastiche, causando imbarazzo, isolamento o problemi relazionali;
- Conseguenze a lungo termine: la rinotillexomania può portare conseguenze a lungo termine, come sentimenti di vergogna, colpa, ansia o depressione.
Rinotillexomania: le cause principali
Le cause della rinotillexomania possono essere molteplici:
Cause psicologiche: ansia, stress, noia, disturbo ossessivo compulsivo preesistente, abitudine infantile mai superata;
Cause fisiche: irritazione nasale (allergie, secchezza) o anomalie del setto;
Cause biologiche: possibili disfunzioni nei circuiti cerebrali del controllo degli impulsi.
Rinotillexomania: la terapia
La rinotillexomania può avere un impatto negativo significativo sulla qualità della vita, a livello psicologico, emotivo, relazionale e fisico. Superare questa problematica è però possibile attraverso un approccio integrato.
Il primo passo fondamentale è rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta, che saprà aiutare il paziente a gestire il comportamento compulsivo tramite esercizi mirati e l’apprendimento di tecniche di gestione dell’ansia e dello stress.
In alcuni casi, soprattutto quando i comportamenti sono particolarmente difficili da gestire, è possibile affiancare al percorso anche una terapia farmacologica.
Infine, è cruciale affidarsi a un medico (spesso un otorinolaringoiatra) qualora si presentino ferite o complicanze fisiche.
Se stai affrontando questa problematica e desideri superarla, non esitare a cercare un supporto professionale., puoi contattarmi.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
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