Il 17 novembre 2025 è venuto a mancare Paul Ekman, famoso psicologo americano, conosciuto nel mondo per i suoi studi sulle emozioni e sulle microespressioni facciali
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
Il 17 novembre 2025 ci ha lasciati Paul Ekman, celebre psicologo statunitense conosciuto in tutto il mondo per i suoi fondamentali studi sulle emozioni e sulle microespressioni facciali.
Come psicologo, mi ha sempre affascinato il modo in cui Ekman è riuscito a rivoluzionare la comprensione delle emozioni umane, offrendo ai professionisti strumenti preziosi per esplorare più a fondo il funzionamento della mente e della comunicazione non verbale.
L’universalità delle emozioni
Attraverso i suoi studi e numerosi viaggi, realizzati anche in collaborazione con rinomati antropologi, Ekman ha dimostrato che le espressioni facciali e le emozioni non dipendono dalla cultura o dalle tradizioni di un popolo, ma sono universali e condivise da tutti gli esseri umani, radicate quindi nella nostra biologia.
In pratica, due persone che vivono in luoghi opposti del pianeta, per esempio in Italia e in Giappone, manifesteranno le stesse emozioni nello stesso modo.
Quali sono le emozioni secondo Ekman?
Secondo Paul Ekman, l’essere umano prova emozioni primarie e secondarie, distinte per origine e complessità. Le emozioni primarie sono innate, universali, e presenti in tutte le culture:
- rabbia,
- disgusto,
- tristezza,
- gioia,
- sorpresa,
- paura,
- disprezzo.
Queste emozioni fondamentali emergono sin dai primi giorni di vita e hanno segnali espressivi universali legati a una base biologica comune a tutti gli esseri umani.
Le emozioni secondarie, invece, sono più complesse e si sviluppano con la crescita dell’individuo e l’interazione sociale. Derivano dalla combinazione o dall’elaborazione delle emozioni primarie e richiedono un’elaborazione cognitiva più sofisticata. Alcuni esempi di emozioni secondarie sono: divertimento, orgoglio, disprezzo, malinconia, vergogna, sollievo, imbarazzo, eccitazione, senso di colpa, contentezza e altre sfumature emotive.
FACS: Facial Action Coding System
Un altro importantissimo contributo di Ekman è stato senza dubbio aver creato il sistema FACS (Facial Action Coding System), utilissimo per analizzare, descrivere e codificare in modo il più possibile oggettivo i movimenti facciali legati alle emozioni.
Attraverso la FACS, le espressioni del viso vengono suddivise in unità d’azione (Action Units, AU), ciascuna corrispondente all’attivazione di specifici muscoli facciali. Questo metodo permette di identificare sia le espressioni evidenti che le microespressioni, facilitando lo studio delle emozioni umane e della comunicazione non verbale.
Paul Ekman nella cultura di massa
Oltre ai numerosi libri pubblicati, tra i più famosi Giù la maschera, Te lo leggo in faccia o I volti della menzogna, Ekman ha ispirato, anche se in maniera romanzata, la serie televisiva di stampo poliziesco/investigativo Lie to me, con protagonista il bravissimo attore Tim Roth, che interpreta uno psicologo esperto nella comunicazione non verbale, capace di leggere in maniera quasi “magica” le microespressioni facciali e svelare così le menzogne delle persone che interroga.
Come implementare gli studi di Ekman in psicoterapia
Nel mio lavoro di psicoterapeuta, ho sempre trovato utilissimo integrare gli studi di Paul Ekman, soprattutto nell’osservazione delle espressioni emotive, che permette di comprendere ciò che non viene detto a parole. Questi strumenti mi aiutano a essere più attento ai segnali nascosti e di entrare in sintonia con ciò che il paziente sta davvero provando.
Inoltre, conoscere la differenza tra emozioni primarie, quelle innate e universali, e quelle secondarie, più legate alla nostra esperienza personale, mi aiuta a guidare meglio il percorso terapeutico. Ad esempio, quando una persona fatica a riconoscere o a gestire certe emozioni, mi avvalgo di queste conoscenze per aiutarla a dare un nome a ciò che prova e a trovare strategie per affrontarle.
© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari
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