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Marco Magliozzi – Psicologo Bari

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Gli effetti di un abbraccio sul cervello dei bambini

Gennaio 29, 2026 By Marco Magliozzi

Un abbraccio non è un semplice gesto affettuoso, ma un vero e proprio potenziatore cerebrale, soprattutto per il cervello dei più piccoli e se ricevuto da un genitore.

© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari

Ricevere un abbraccio, soprattutto da un genitore, ha un impatto profondo sul cervello e sullo sviluppo emotivo del bambino.

Un genitore presente e affettuoso lascia tracce positive e durature nella mente dei propri figli, contribuendo alla formazione di una personalità più sicura e serena.
In quel momento, anche senza parole, il bambino interiorizza un messaggio fondamentale: “sono al sicuro”.

Vediamo quindi insieme il perché dell’importanza di questo apparentemente semplice ma potentissimo gesto.

Un abbraccio fa rilasciare l’ormone della sicurezza

Un abbraccio, soprattutto se ricevuto da una figura di riferimento come un genitore, fa rilasciare al cervello del bambino l’ormone del legame e della sicurezza, ovvero l’ossitocina. Questo favorisce la diminuzione dello stress, aumentando la sensazione di calma e la qualità del sonno.

Se ripetuti nel tempo, gli abbracci contribuiscono anche allo sviluppo di una vera autostima e al sapersi relazionale, in maniera sana, ad altre persone.

Non solo: l’abbraccio è contatto fisico. Il bambino impara così ad apprezzare questo genere di rapporto, evitando la nascita di rigidi tabù educativi, basati sull’assenza di affetto e coccole.

Non solo ossitocina, ma anche dopamina e serotonina

L’abbraccio, soprattutto se prolungato, aiuta il cervello a rilasciare altri due ormoni: la dopamina e la serotonina, definiti i neurotrasmettitori del benessere, collegati a piacere e felicità.

La dopamina, comunemente conosciuta come il neurotrasmettitore della ricompensa, permette al bambino di sentirsi gratificato e appagato. La sua attivazione attraverso il contatto fisico può migliorare l’umore e aumentare la sensazione di benessere.

La serotonina, invece, è un neurotrasmettitore noto per il suo ruolo cruciale nel regolare l’umore e combattere stati d’animo tristi e malinconici.

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L’abbraccio riduce i livelli del cortisolo

Un altro effetto benefico dell’abbraccio è la sua capacità di ridurre lo stress: un contatto fisico di almeno venti secondi, infatti, può abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, ridurre la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, attivando il sistema nervoso parasimpatico, responsabile della regolazione delle risposte di rilassamento del corpo.

Il parere dello psicologo

L’abbraccio tra genitore e figlio dovrebbe essere un gesto spontaneo e quotidiano. I suoi benefici, come abbiamo visto, sono molteplici e, nel tempo, favoriscono la crescita di un adulto più stabile, empatico e capace di gestire le proprie emozioni.

Come psicologo, invito a superare quei tabù che vedono l’affetto come debolezza o perdita di autorevolezza. Mostrare calore umano non significa rinunciare al proprio ruolo, ma renderlo più autentico.
Siate più espansivi con i vostri figli: ne trarranno beneficio loro, ma anche voi. Se da bambini non avete ricevuto questo tipo di gesti, potete scegliere oggi di interrompere quel ciclo.

Ogni abbraccio consapevole è un piccolo passo verso la felicità dei più piccoli.

© A cura di Dott. Marco Magliozzi – Psicologo Bari

Nell’ottica di una sana ed etica diffusione della cultura, si invita a citare la fonte e l’autore di questo articolo nel caso si desideri condividere – in tutto o in parte – il contenuto.

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